In occasione del 140° anniversario della nascità di Carlo Carrà (a Quargnento, nel 1881), Alessandria dedica al “suo” grande artista, la mostra “Carrà 140. Opere della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e da collezioni private alessandrine”.

La rassegna, allestita nella Quadreria del Broletto di Palatium Vetus, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, resta aperta fino al 3 ottobre prossimo (ingresso gratuito).  L’iniziativa è realizzata dalla società Palazzo del Governatore, partecipata della Fondazione Cr Alessandria, che l’ha promossa.

Attraverso 44 opere, tra oli, disegni e acqueforti, provenienti direttamente dalla collezione d’arte della Fondazione e, in parte, dai collezionisti alessandrini, il percorso artistico di Carlo Carrà è testimoniato in ogni sua fase, dall’approccio al divisionismo e all’esperienza futurista, dalla parentesi metafisica alla tradizione figurativa e ai paesaggi dipinti in molti luoghi della penisola.

La mostra e il catalogo sono curati dai critici d’arte Fulvio Cervini, docente di Storia dell’arte medievale all’Università di Firenze, Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella, che hanno lavorato al catalogo generale delle opere della Fondazione.

“A distanza di otto anni dalla preziosa esposizione dedicata agli Argenti di Marengo, che ha segnato il recupero di Palatium Vetus, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – ha detto il presidente Luciano Mariano – torna a organizzare nella Quadreria del Broletto una mostra d’arte, dedicata al grande artista alessandrino Carlo Carrà, con l’obiettivo di dare valore e conoscenza ai protagonisti dello scenario culturale del territorio in cui la Fondazione opera, in linea con gli obiettivi da sempre perseguiti anche nel costruire la collezione d’arte che è parte fondamentale della sua stessa identità”.

Il presidente Mariano ha aggiunto: “ La rassegna rappresenta il primo capitolo di un ampio progetto che vede la Fondazione rendere via via sempre più fruibili al pubblico le opere della sua collezione, composta in prevalenza dai lavori di artisti in vario modo legati al territorio, come lo stesso Carrà e lungo una strada che si dipana dal XV al XXI secolo”.

L’esposizione è allestita al piano terreno di Palatium Vetus, in uno spazio dedicato, destinato in futuro a ospitare altre mostre a tema. Si snoda attraverso un percorso circolare, che valorizza, in modo fluido, il susseguirsi delle fasi dell’iter espressivo dell’artista, con particolare attenzione ai paesaggi, che sono caratteristici di tutta la sua storia di pittore e, in particolare, dell’ultimo periodo.

L’opera icona della mostra è il collage “Lacerba e bottiglia”, 1914, che compare sulla copertina del catalogo, dipinta al ritorno da Parigi dopo aver conosciuto e filtrato il cubismo di Picasso e Braque.

Tra le altre opere in mostra spiccano il Grande fregio con putti danzanti, risalente al primo decennio del ‘900, Punta della dogana del 1948, il primo dipinto acquistato dalla Fondazione nel 2004; una serie di incisioni, mai esposte, in cui tornano i temi più cari all’artista e, provenienti in parte da collezionisti privati alessandrini, numerosi paesaggi, dipinti in Versilia, a Venezia, a Firenze e in Umbria, tra cui Campagna di Versilia risalente al 1965, un anno prima della sua morte.

A fare da corollario alla rassegna si trova un’altra esposizione, destinata a sviluppare interessanti confronti con il lavoro di Carrà. Si tratta di un compendio dei molti capolavori della collezione d’arte della Fondazione, che vanno dall’Ottocento alla fine del secolo scorso. Sono opere firmate da artisti quali Giovan Battista Comolli, Giovanni Migliara, Angelo Morbelli, Pellizza da Volpedo, Francesco Cino Bozzetti, Luigi Onetti, Angelo Barabino, Pietro Morando. Sculture di Leonardo Bistolfi si alternano ai dipinti di artisti italiani (Corpora, Afro) e stranieri (Le Corbusier), alcuni della Fondazione, ascrivibili all’astrattismo, esposti al pubblico per la prima volta.

“Si tratta di una “mostra che avvolge la mostra” – hanno spiegato dalla Fondazione – con ingressi e percorsi rigorosamente separati, ospitata anch’essa nella sala del Broletto che, con i suoi archi medievali, è testimone delle origini di Alessandria”. Il percorso espositivo è stato studiato nei minimi particolari, lasciando un adeguato spazio di fruizione a ciascuna delle opere, al fine di consentire ai visitatori di apprezzarle in pieno, mantenendo le richieste distanze di sicurezza.

Per maggiori informazioni https://www.fondazionecralessandria.it/